Il nuovo quantitative easing avrà effetti limitati sul mercato obbligazionario. Ma potrebbe spingere le borse dell’Europa.Il significato del quantitative easingIl QE è una misura di stimolo dell’economia che le Banche Centrali realizzano attraverso operazioni di “mercato aperto“.In sintesi, gli istituti centrali hanno un obiettivo di contenimento dell’inflazione entro un tetto prestabilito. Qualora tale livello non venisse raggiunto a causa delle debolezza economica, la Banca Centrale potrà intervenire attraverso misure di stimolo.In modo particolare gli istituti possono agire sia attraverso la riduzione del livello dei tassi ufficiali applicati nei confronti del sistema bancario, sia intervenendo direttamente sul mercato.Le Banche Centrali acquistano così titoli pubblici al fine di fare scendere i loro rendimenti e stimolare l’economia.L’ultimo QE di DraghiLa BCE ha scelto di varare un nuovo programma di acquisto di titoli pubblici, nella riunione di metà settembre 2019. La decisione di lasciare in bianco data di scadenza del programma, fa pensare ad un “QE” all’infinito.Si tratta senza dubbio dell’ultima mossa di Mario Draghi alla guida dell’Istituto di Francoforte, prima della scadenza del suo mandato.Dettagli del quantitative easingIl piano prevede che la Banca Centrale Europea acquisti titoli di debito pubblici a partire da novembre 2019. In dettaglio si tratterà di 20 miliardi di Euro al mese, fino a data da decidersi.Tale somma sarà ripartita nel seguente modo: 15 miliardi andranno ai titoli di Stato, mentre i restanti 5 ad altri titoli pubblici. I bond saranno acquistati dalla BCE in relazione alla quota di partecipazione al capitale della stessa da parte degli Stati membri dell’Unione.Per concludere la BCE non potrà “ritirare” dal mercato oltre 1/3 di una singola emissione. Questo comporta problemi di tipo pratico.Limiti del QEA causa dei due vincoli appena esaminati, il quantitative easing rischia di terminare molto presto. Intendo dire che nonostante le rassicurazioni di Draghi i bond papabili per l’acquisto potrebbero esaurirsi in fretta.Il Sole24Ore riporta uno studio fatto da Jefferies International secondo cui la manovra espansiva potrebbe finire entro un anno massimo. Già dopo 10 mesi, infatti, i bond disponibili all’acquisto risulterebbero scarsi.Solo grazie ad un superamento del limite il piano potrebbe allungarsi. Gli esperti stimano, infatti, che un limite del 40% per emissione permetterebbe al QE di proseguire fino a 5 anni e mezzo.Tuttavia i rigoristi della politica monetaria affermano che la BCE si è spinta troppo oltre, e l’ultima mossa di Draghi è più che mai controversa.Gli effetti del quantitative easingUn piano di acquisto di titoli da parte della Banca Centrale dovrebbe sortire l’effetto di fare scendere i rendimenti dei titoli pubblici. Tuttavia molte emissioni governative sono già a zero, mentre altre offrono addirittura un rendimento negativo.QE e mercato obbligazionarioI BTP offrono rendimenti così bassi che occorre prestare qualche attenzione prima di continuare a comprarli alle quotazioni odierne. Una valida alternativa agli effetti del quantitative easing può essere la costruzione di un portafoglio più diversificato. Se sei interessato a ricevere una consulenza “di primo livello” in tal senso, dai un’occhiata al portafoglio Warm Up.Continuare ad investire oggi in BTP nell’illusione che le loro quotazioni possano crescere ancora è illusorio. Non solo il quantitative easing potrebbe finire presto, ma i suoi effetti sono già scontati nei prezzi.Senza contare che i margini di discesa sono ormai risicati e che il trend rialzista sulle obbligazioni iniziato 30 anni fa potrebbe concludersi presto.QE e mercato azionarioPer quanto riguarda il mercato azionario, esso potrebbe avvantaggiarsi maggiormente del quantative easing, per due ragioni.Anzitutto il rendimento delle borse europee, in termini di dividend yield, è competitivo rispetto a quello dei titoli di Stato. In altre parole, un ambiente caratterizzato da bassi tassi di interesse rende sostenibili livelli più “elevati” dei rapporti prezzo/utili.Questi, infatti, potrebbero peraltro allinearsi con quelli delle borse che hanno corso di più (Usa in primis) attraverso una crescita degli indici. Inoltre un livello più basso dei tassi potrebbe tradursi in minori oneri per le aziende europee, favorire gli investimenti di queste ultime e, in definitiva, la ripresa economica.Tuttavia affinché ciò accada i soli tassi di interesse bassi non bastano. Occorre anche che ci sia fiducia. E la fiducia, purtroppo, non è manovrabile dalle Banche Centrali.Se vuoi sapere come muoverti sui mercati imparando i segreti semplici che ti servono per investire con successo, iscriviti al corso on line in streming A Scuola di Investimenti.Giacomo Saver – CEO Segreti BancariTi potrebbero interessare anche…


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