L’economia di tutto il mondo sta rallentando, ma le borse sembrano non accorgersene. E mentre tra gli investitori ritorna la voglia di investire dopo un gennaio da record, altri temono che un crollo sia alle porte.

Marzo 2019: Scenario Macroeconomico Fragile

La prima cosa su cui gli uffici studi si concentrano, quando si parla di mercati finanziari, sono i dati macroeconomici. Poiché, in linea di massima, esiste un legame stretto tra il futuro andamento delle economie e quello dei mercati finanziari, capire dove andrà il ciclo economico è di grande importanza.

I dati usciti nella settimana scorsa sono contrastanti e, ancora una volta, mostrano un’economia globale in rallentamento. In Italia registriamo un balzo della produzione industriale in gennaio: +1,70% rispetto all’anno precedente, ma si tratta di un dato anomalo che dovrà essere confermato affinché si parli di miglioramento della congiuntura.

L’Europa continua a rallentare. Le previsioni di crescita formulate dalla BCE sono passate da una crescita dell’1,70% per l’intero 2019 di dicembre ad un + 1,10% rivisto in gennaio.

Negli Usa sono stati creati 20.000 nuovi posti di lavoro, a gennaio, contro i 180.000 che gli analisti si attendevano. Si tratta dell’aumento più basso degli ultimi 17 anni. Occorre peraltro notare come la locomotiva Usa sia ancora in piena forma, e stia per registrare dieci anni di crescita ininterrotta.

La Cina è in rallentamento. Il tasso di crescita atteso per il 2019 si posiziona tra un +6% ed un + 6,50%, bel al di sotto del 9% cui la comunità globale si era abituata. Le esportazioni sono scese del 20,70% a gennaio, rispetto lo scorso anno.

Il Giappone in gennaio ha visto un calo della produzione del 3,70% rispetto lo stesso mese dell’anno precedente. L’export è diminuito dell’8,40%.

Andamento delle Borse

Come si tanno comportando i mercati finanziari?

Da inizio anno la borsa italiana è cresciuta del 12,95%, l’indice azionario globale MSCI World, in valuta locale, registra un progresso del 10,47%. L’S&P 500 della borsa Usa è in progresso del 9,87% (in dollari), mentre lo STOXX europeo guadagna il 10,73%.

Peraltro la risalita dell’oro, cresciuto del 3,77% in euro da inizio 2019 a marzo, denota come qualche timore in merito alla tenuta del sistema ci sia. Anche il Bund ha continuato la sua corsa portando il rendimento allo 0,12%.

Quali possono essere le ragioni di questa anomalia? E la stessa è destinata a durare o potrà esserci un crollo imminente?

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Cosa Aspettarsi per il Futuro

Forse hai già sentito l’espressione “discount machine“. Si tratta di un motto che sta ad indicare che i mercati finanziari non si muovono tanto sulla base di ciò che è successo, ma in base alle aspettative in merito a ciò che succederà.

Non si spiegherebbe altrimenti la ragione per cui i grandi rialzi partano nei momento più bui per le economie, mentre i grandi ribassi si materializzino nelle fasi in cui tutto sembra andare bene.

Fino a qui abbiamo esaminato gli indicatori del “cosa è successo“. Ma cosa dicono quelli del “cosa succederà“?

E’ innegabile che alcuni indicatori anticipatori del ciclo economico che uso nei miei modelli di ottimizzazione dei portafogli segnino il brutto tempo. L’economia globale sta segnando il passo, ma non ci sono ancora i segni di una recessione globale.

Inoltre le quotazioni azionarie non sono particolarmente elevate, nonostante il ribasso che si è verificato nel mese di dicembre 2018 sia stato del tutto riassorbito.

Se aggiungiamo che le politiche monetarie restano accomodanti e che i rendimenti dei bond sono comunque su livelli bassissimi, la conclusione cui mi sento di giungere è che al momento attuale non ci siano particolari motivi di preoccupazione.

I grandi crolli si materializzano in una fase di sopravvalutazione dei mercati, attraverso multipli fuori controllo. Accadde nel 2000, quando il rapporto prezzo/utili raggiunse quotazioni davvero elevate su tutti i principali indici mondiali.

Accadde nel 2007 – 2008, quando a rendere le borse sopravvalutate fu una caduta degli utili attesi, provocata dallo scoppio della bolla immobiliare negli Usa culminata con la nota vicende del mutui “sub prime”.

Oggi non siamo in una situazione del genere, sebbene il debito a livello mondiale sia ulteriormente aumentato. Per queste ragioni non mi sento di essere né particolarmente pessimista, né eccessivamente ottimista.

Sarò felice di leggere la tua opinione se vorrai scriverla nei commenti, per continuare il dibattito insieme a te. Grazie.

Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari.

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