L’avversione al rischio crescente ha condizionato l’andamento dei mercati. Le proiezioni per l’autunno in borsa sono particolarmente calde. Ecco come muoversi.

Allerta macro: rallentamento in vista

I timori di un rallentamento brusco dell’economia mondiale hanno innescato un ribasso marcato durante il mese di agosto 2019.

In particolare i dati sul Pil tedesco, finito in territorio negativo, gettano preoccupanti spettri sulla crescita della più importante economia di Eurolandia.

In aggiunta la Cina soffre a causa delle misure restrittive imposte da Trump. La produzione industriale a luglio, infatti, ha deluso le aspettative.

Per quanto riguarda l’America, l’inversione della curva dei tassi è un fenomeno che preoccupa gli osservatori più attenti. Il differenziale di rendimento tra i Treasury a 2 ed a 10 anni è un indicatore piuttosto affidabile circa l’arrivo di una recessione.

Rischi geopolitici

Lo scacchiere dell’economia globale appare quanto mai complicato.

Da un lato sembra profilarsi una nuova corsa agli armamenti. Dall’altro la crisi di Governo italiana rischia di incrinare gli equilibri nella zona Euro. Infine la svolta peronista in Argentina, le rivolte ad Hong Kong e lo spettro della Brexit gettano ombre sui mercati.

Tuttavia, mentre le prospettive a breve non sono incoraggianti, il discorso cambia se allarghiamo l’orizzonte temporale. Ricordandoci che siamo investitori e non speculatori interessati a ciò che potrà accadere nelle prossime settimane.

Ragioni per un ottimismo consapevole

A chi ha studiato la storia dei mercati finanziari, oltre che il loro andamento di lungo periodo, conosce bene il mantra di John Templeton.

Di solito il miglior momento per investire coincide con il picco di massima confusione e pessimismo. Chi aspetta che tutto sia chiaro prima di muoversi, finirà con il restare alla finestra. E perdere i guadagni che i mercati finanziari offrono a chi sa attendere.

Intendo dire che mentre nel breve periodo le oscillazioni delle borse possono essere violente, nel lungo andare esse sono prevedibili. La storia mostra che un paniere di azioni ha reso sempre di più di un portafoglio interamente obbligazionario.

Alla luce di ciò, ecco alcune ragioni che mi spingono ad essere ottimista. Te le elenco brevemente, nella speranza che possano esserti di aiuto nel fare scelte di investimento più efficaci. Al riparo dai timori di breve termine.

Il ruolo delle Banche Centrali

Un eventuale stimolo monetario contrarrà nuovamente i tassi di interesse. Chi sceglie di investire in bond non ha dunque molto spazio per ulteriori guadagni, se non nel breve periodo.

Ciò è vero, in particolare, per gli amanti delle obbligazioni “sicure”.

Al contrario il rendimento delle azioni diventa più allettante. Occorre tuttavia essere realisti e aspettarsi ritorni nell’ordine del 5 – 6% medio annuo su un portafoglio a prevalenza azionaria.

I tempi dei guadagni a due cifre, per i prossimi anni, saranno solo un ricordo. Sempre meglio, però, dello scarso 1% offerto da un titolo di stato a media scadenza.

La valutazione delle borse

Nessuno può fare delle proiezioni sensate sul futuro delle borse. Tuttavia possiamo dire che le quotazioni dei principali indici finanziari sono “nella norma”, se corrette per il livello degli utili.

Un eventuale ribasso, quindi, non dovrebbe avere effetti eccessivamente pesanti o duraturi. In altre parole, un conto è una correzione che arriva quando i mercati sono palesemente sopravvalutati. Altro conto è un ribasso che si innesca in una situazione di “normalità” per tutti i listini.

Sfruttare l’andamento dei mercati

Ci sono molti modi per sfruttare l’andamento dei mercati a proprio vantaggio. Senza per questo avventurarsi nel paludoso terreno delle previsioni e delle proiezioni.

In primo luogo avere un orizzonte temporale di lungo periodo aiuta a non farsi condizionare dai rovesci temporaleschi di breve.

Inoltre se hai paura di “investire tutto e subito” una buona idea potrebbe essere quella di impostare un piano di investimento rateale. In questo caso la sfida consiste nel portarlo a termine, investendo regolarmente una somma mensile in un portafoglio diversificato, ma con prevalenza di azioni.

Infine, anche se ami le obbligazioni, l’inserimento di una quota variabile di azioni in portafoglio ti permetterà di aumentare i rendimento complessivi riducendo i rischi. Ciò è possibile grazie alla scarsa correlazione tra i rendimenti azionari ed obbligazionari.

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